Carrelli elevatori, pedoni e merci condividono ogni giorno spazi operativi complessi. Come migliorare la sicurezza senza compromettere l’efficienza? Dai sistemi di controllo accessi ai sensori di prossimità, dalle telecamere intelligenti al monitoraggio digitale, scopriamo quali tecnologie possono aiutare le aziende a prevenire i rischi e gestire meglio le attività di movimentazione.

La sicurezza in magazzino comincia prima che il carrello si muova

Un carrello elevatore attraversa un corridoio, un operatore a piedi raggiunge una postazione di lavoro, un altro mezzo esce da un’area di stoccaggio. Sono situazioni quotidiane, apparentemente semplici, nelle quali possono però concentrarsi diversi fattori di rischio: visibilità limitata, spazi ristretti, interferenze tra percorsi e necessità di rispettare i tempi di lavoro.

La sicurezza nella movimentazione industriale richiede un’organizzazione degli spazi, procedure adeguate, manutenzione e strumenti capaci di supportare chi lavora. Non dipende soltanto dalle caratteristiche dei mezzi o dall’attenzione degli operatori.

È proprio in questa prospettiva che si inseriscono le tecnologie di assistenza alla sicurezza: non si tratta di dispositivi isolati, ma soluzioni che possono essere combinate in funzione delle caratteristiche del magazzino e delle attività svolte.

Il primo passo consiste nell’ individuare il rischio che si intende ridurre. Un magazzino con frequenti attraversamenti pedonali presenta esigenze differenti rispetto a un centro logistico con numerosi carrelli in movimento o a uno stabilimento nel quale si lavora in prossimità di strutture sospese.

Controllo accessi: sapere chi utilizza i mezzi e quando

Uno degli aspetti fondamentali della gestione di una flotta è garantire che ogni mezzo venga utilizzato esclusivamente dal personale autorizzato.

Nei contesti in cui diversi operatori si alternano alla guida dello stesso carrello, la tradizionale chiave di avviamento non permette, da sola, di identificare chi sta effettivamente utilizzando il veicolo.

I sistemi di controllo accessi rispondono a questa esigenza attraverso badge personali o dispositivi indossabili. Il mezzo viene abilitato soltanto quando riconosce un operatore autorizzato, mentre gli eventi possono essere registrati per consentire una successiva consultazione.

Tra le soluzioni proposte da Tamarri, SMARTPASS permette di abilitare i veicoli attraverso badge aziendali e di registrare accessi consentiti, tentativi negati e urti. La versione SMARTPASS EVO 4.0 amplia queste possibilità grazie alla gestione tramite piattaforma Cloud, consentendo di consultare informazioni relative all’utilizzo dei mezzi e alla flotta.

Per un’azienda, disporre di questi dati significa poter ricostruire più facilmente determinati eventi, verificare l’utilizzo delle attrezzature e organizzare le attività di controllo. Naturalmente, l’autorizzazione elettronica all’accesso non sostituisce la verifica dei requisiti formativi e delle abilitazioni necessarie alla conduzione del mezzo.

Rallentamento automatico: ogni area del magazzino ha esigenze diverse

Non tutti gli spazi di uno stabilimento presentano lo stesso livello di rischio. Un lungo corridoio destinato alla movimentazione delle merci è diverso da un incrocio cieco, da un attraversamento pedonale o da un’area nella quale transitano frequentemente persone.

La possibilità di adattare la velocità del carrello al contesto operativo rappresenta quindi un importante supporto alla prevenzione.

Attraverso la funzione TSlow, appartenente alla piattaforma STS di Tamarri, è possibile configurare sistemi di rallentamento automatico in determinate zone o aree. Sensori e trasmettitori rilevano l’ingresso del mezzo nello spazio individuato e attivano la funzione di limitazione della velocità.

Il sistema distingue due modalità operative. Nel rallentamento in area, la limitazione può rimanere attiva fino al passaggio attraverso un apposito punto di ripristino. Nel rallentamento in zona, invece, il ritorno alla velocità ordinaria può avvenire automaticamente dopo l’uscita dall’area di rilevamento, secondo le impostazioni previste.

Si tratta di una distinzione utile per adattare il comportamento dei mezzi alla configurazione del magazzino.

Pensiamo, ad esempio, a un carrello che passa da una zona di stoccaggio a un reparto produttivo frequentato anche da personale a piedi. La riduzione automatica della velocità può contribuire a rendere più controllato il transito, senza richiedere all’operatore di attivare manualmente ogni volta la funzione.

La corretta impostazione delle aree, delle velocità e delle modalità di ripristino deve comunque derivare da una valutazione delle condizioni operative e delle caratteristiche dei veicoli.

Sensori di prossimità: un aiuto quando pedoni e carrelli condividono gli spazi

Le interferenze tra persone e mezzi rappresentano una delle situazioni più delicate nella gestione della movimentazione interna.

Un operatore può trovarsi temporaneamente fuori dal campo visivo del conducente. Allo stesso modo, due carrelli possono avvicinarsi a un incrocio senza avere una visuale completa dell’area.

I sistemi di rilevamento di prossimità permettono di segnalare queste situazioni attraverso dispositivi installati sui mezzi e, quando previsto, sensori indossati dal personale.

La funzione TSafe della piattaforma STS è progettata per rilevare la presenza di pedoni dotati degli appositi dispositivi oppure di altri carrelli equipaggiati con sensori compatibili. Quando viene rilevata una presenza entro una distanza configurata, il sistema può attivare una segnalazione luminosa e acustica destinata al conducente.

Un aspetto merita particolare attenzione: parlare di anticollisione non significa garantire che una collisione venga sempre evitata. La stessa documentazione tecnica Tamarri precisa che questi dispositivi devono essere considerati strumenti di assistenza alla sicurezza, poiché l’intervento umano rimane determinante. Per questa ragione, nella configurazione descritta dal catalogo, viene consigliato l’impiego di avvisatori acustici e luminosi in cabina, anziché affidarsi automaticamente al rallentamento del mezzo in ogni situazione di rilevamento.

È una scelta che richiama un principio essenziale: la tecnologia deve aiutare l’operatore a riconoscere tempestivamente il pericolo, non creare un’illusione di protezione assoluta.

Telecamere intelligenti e sensori laser: migliorare la percezione degli ostacoli

La visibilità è un altro elemento decisivo nella movimentazione delle merci. Carichi ingombranti, scaffalature, strutture e caratteristiche costruttive dei mezzi possono limitare il campo visivo del conducente, soprattutto durante alcune manovre.

Le telecamere installate sui carrelli offrono un supporto concreto, permettendo di osservare zone difficilmente visibili dalla postazione di guida.

Alle tradizionali soluzioni cablate e wireless si affiancano oggi dispositivi con funzioni di riconoscimento intelligente.

Nel catalogo Tamarri, il kit telecamera SS892 utilizza una tecnologia di intelligenza artificiale e deep learning progettata per riconoscere pedoni e altri mezzi presenti nell’area inquadrata. Quando viene rilevata una situazione prevista dalla logica del sistema, viene attivato un avviso acustico per il conducente. Una scheda relè consente inoltre di gestire ulteriori funzioni.

L’impiego dell’intelligenza artificiale permette quindi di distinguere determinate categorie di soggetti e oggetti, evitando che ogni elemento presente nell’immagine venga trattato allo stesso modo. Resta fondamentale verificare le condizioni effettive di rilevamento, il posizionamento della telecamera e i limiti operativi del dispositivo.

Un’altra soluzione è rappresentata dai sensori LiDAR 2D, che effettuano una scansione bidimensionale dell’area circostante e possono rilevare persone e ostacoli, fermi o in movimento.

Il kit posteriore SS61K proposto da Tamarri permette di configurare due differenti aree di intercettazione, associabili a segnalazioni luminose e acustiche. L’ampiezza e la profondità delle aree possono essere adattate alle esigenze applicative.

Il posizionamento del sensore è particolarmente importante: altezza di installazione, presenza di ostacoli bassi e caratteristiche delle superfici possono influire sul rilevamento. Anche in questo caso, il dispositivo costituisce un aiuto alla sicurezza e non un sistema che garantisce autonomamente l’assenza di collisioni.

Dati e manutenzione: quando la sicurezza incontra la gestione della flotta

La prevenzione non riguarda soltanto ciò che accade durante la guida. Comprende anche la capacità di conoscere le condizioni dei mezzi, pianificare gli interventi e individuare tempestivamente eventuali anomalie.

I sistemi digitali di gestione della flotta permettono di raccogliere informazioni che, se utilizzate correttamente, possono diventare strumenti utili per l’organizzazione delle attività.

SMARTPASS EVO 4.0 consente, ad esempio, di monitorare le ore di utilizzo, registrare gli urti e gestire checklist personalizzate da compilare prima dell’impiego del mezzo, attraverso l’apposito display.

Il sistema STS Tracker SS9009K EVO permette invece di gestire da remoto informazioni relative alla posizione e all’attività dei veicoli, programmare interventi di manutenzione e, quando sono disponibili le necessarie informazioni tramite CAN o BMS, consultare dati relativi alla batteria.

La raccolta dei dati non equivale automaticamente a una manutenzione predittiva, tuttavia, conoscere le ore effettive di lavoro, programmare le scadenze e disporre di segnalazioni sulle condizioni operative può contribuire a rendere più ordinata e tempestiva la gestione degli interventi.

Per un responsabile di flotta, significa avere elementi concreti sui quali basare le decisioni, anziché affidarsi esclusivamente a controlli occasionali o segnalazioni informali.

Non solo elettronica: la sicurezza passa anche dai dettagli

Quando si parla di innovazione, l’attenzione si concentra spesso sui sistemi più sofisticati. In realtà, molte situazioni quotidiane possono essere affrontate anche attraverso dispositivi relativamente semplici, purché scelti e installati correttamente.

Fanali di segnalazione a LED, proiettori luminosi, avvisatori acustici, specchi retrovisori e telecamere per forche rispondono a esigenze operative differenti, ma condividono un obiettivo: migliorare la percezione del mezzo e dell’ambiente circostante.

Un segnale luminoso proiettato sul pavimento può rendere più evidente l’avvicinamento di un carrello. Un sistema di visione sulle forche può agevolare l’operatore nelle operazioni di prelievo in quota. Un paraurti di protezione può contribuire a limitare i danni derivanti da determinati contatti accidentali.

Nessuno di questi strumenti, considerato singolarmente, risolve tutte le criticità di un magazzino. Il loro valore emerge quando vengono selezionati in relazione alle condizioni effettive di utilizzo e inseriti in una strategia di prevenzione coerente.

La sicurezza più efficace è quella progettata sulle esigenze reali

Sappiamo che non esiste una configurazione tecnologica valida indistintamente per ogni azienda. Le caratteristiche dei percorsi, il numero di mezzi, la presenza di personale a piedi, la tipologia delle merci e le modalità di lavoro determinano esigenze differenti.

Per questo, prima di introdurre nuovi dispositivi, è utile partire da alcune domande: dove si verificano le principali interferenze? Quali manovre presentano maggiori difficoltà? Come vengono gestite le autorizzazioni alla guida? Le informazioni sull’utilizzo dei mezzi sono disponibili e facilmente consultabili?

Le risposte permettono di individuare le priorità e valutare soluzioni proporzionate ai rischi.

La gamma Safety and Technology di Tamarri comprende sistemi di controllo accessi, rallentamento, rilevamento di prossimità, visione e monitoraggio digitale, oltre a numerosi accessori dedicati alla movimentazione industriale.

L’obiettivo non è aggiungere tecnologia fine a se stessa, ma scegliere strumenti realmente utili, compatibili con i mezzi e adeguati alle condizioni operative.

Perché un magazzino più sicuro non è semplicemente quello con più dispositivi installati, ma quello nel quale persone, procedure e tecnologie lavorano nella stessa direzione.

Per approfondire le soluzioni disponibili e individuare quelle più adatte alle caratteristiche della propria flotta, è possibile rivolgersi al team Tamarri.